L'Ecuador ha iniziato il ponte con almeno 13 fiumi, torrenti ed estuari esondati in cinque province, secondo il rapporto delle 19 del 30 ottobre. El Oro, Guayas, Manabí, Santa Elena e Zamora Chinchipe erano coinvolte. È una fotografia datata, non un bilancio finale.
Guayas elencava cinque fiumi e due estuari, mentre Chaguana, Pacoche, California, Soñaderos e Cantzama erano altrove. Ogni bacino reagisce a piogge precedenti, maree, saturazione e uso del suolo, quindi l'informazione locale è essenziale.
A El Paraíso, El Carmen, venti descritti come da uragano hanno strappato tetti di zinco a circa 14 case. La frase descrive la forza, non conferma un uragano. Alberi, linee, coperture e abitabilità vanno ispezionati.
I trasporti hanno segnalato 70 strade: 42 chiusure parziali e 27 totali, più un'altra condizione. Bisogna controllare aggiornamenti, non attraversare acqua e non ritenere sicura una via aperta ore prima.
INAMHI ha mantenuto l'avviso 84 e piogge fino al 1º novembre. Il 30 erano previste forti piogge su costa e montagne, il 31 soprattutto sul centro-sud costiero con temporali andini. Orari e cantoni potevano cambiare.
L'agenzia collega l'episodio a umidità, atmosfera e mare caldo associato a El Niño. Ciò cambia le probabilità ma non causa ogni piena; drenaggio, deforestazione, edifici, suolo e manutenzione determinano il danno.
Occorre sorvegliare fiumi, segnalare chiusure, pulire scarichi, proteggere l'acqua e assistere le case. Corsi, strade e abitazioni non vanno sommati. La previsione permette di agire prima del prossimo picco.