Gli Emirati Arabi Uniti dichiarano fermata la perdita del Gem No.2 e assente ogni nuovo rilascio. L'emergenza cambia fase ma non finisce: continuano bonifica, campionamento e sorveglianza della chiazza davanti a Umm Al Quwain, estesa in parte verso Ras Al Khaimah, Ajman e Sharjah.
Il ministero segnala un netto calo della densità dell'inquinamento. È un miglioramento, non la scomparsa del petrolio. Gli idrocarburi possono restare in sabbia, sedimenti, mangrovie e organismi dopo la rottura della pellicola, quindi servono analisi.
Alcune spiagge restano chiuse per precauzione. Non significa che ogni sito sia contaminato: limita l'esposizione, facilita le squadre e considera vento e correnti. La riapertura deve seguire soglie pubbliche e campioni ripetuti.
I tecnici hanno riparato parti, riattivato sistemi e valutano l'integrità della nave. Fonti marittime dicono che un proiettile l'ha colpita il 9 ottobre causando un incendio spento, ma le autorità non hanno confermato la causa.
Il governo considera sicuri pesce e alimenti e garantisce la distribuzione idrica. Oltre l'80% dell'acqua potabile viene dalla desalinizzazione, rendendo sensibili le prese costiere, anche se nessun impianto è stato chiuso.
Mancano volume, tipo e spessore del greggio, area verificata e risultati di laboratorio. Senza tali dati non si quantificano effetti su uccelli, tartarughe, pesci, praterie e pesca.
Fermare la fonte e ridurre l'inquinamento abbassa il rischio, ma il recupero richiede tendenze misurate. Occorre rimuovere residui, proteggere habitat e prese, controllare la nave e pubblicare mappe e criteri. È progresso, non bonifica conclusa.