La Colombia ha perso 119.483 ettari di foresta nel 2025, il 5% in più dei 113.608 ettari registrati nel 2024. Il dato ufficiale del ministero dell'Ambiente e dell'Istituto di idrologia, meteorologia e studi ambientali (IDEAM) mostra un aumento nazionale moderato, ma anche una difficoltà strutturale: dopo il minimo storico di 79.256 ettari raggiunto nel 2023, il paese non è ancora riuscito a consolidare quella riduzione.
Il confronto di lungo periodo offre un risultato meno lineare della variazione annuale. La perdita del 2025 è rimasta del 31% sotto il livello del 2021 e ha superato l'obiettivo governativo di ridurre la deforestazione annua di almeno il 20% rispetto a quella base. Il bilancio combina quindi il raggiungimento di un obiettivo quadriennale con un secondo anno consecutivo sopra il minimo del 2023, dopo l'aumento del 43% del 2024.
L'Amazzonia è rimasta il centro del problema. Vi sono stati disboscati 77.805 ettari, oltre il 65% della perdita nazionale e quasi gli stessi 77.124 ettari del 2024. Il sistema di monitoraggio ha individuato dieci nuclei attivi, soprattutto nel nord-ovest amazzonico. Cartagena del Chairá, Mapiripán, San Vicente del Caguán e Calamar guidano la graduatoria municipale nel cosiddetto arco della deforestazione.
Le autorità indicano come cause principali l'accaparramento illegale delle terre, l'espansione dell'allevamento estensivo e l'apertura di strade non pianificate. Questi processi trasformano la foresta in un bene fondiario: prima viene occupata e disboscata, poi vi si introduce bestiame per consolidare il possesso. Il vuoto di potere seguito all'accordo di pace del 2016 con le FARC ha favorito reti economiche e criminali nelle zone remote, mentre la coca non emerge come motore dominante nella valutazione ufficiale.
Nelle aree protette sono però arrivati risultati positivi. La deforestazione nei parchi nazionali è diminuita di quasi il 19%, a 9.388 ettari. Il governo attribuisce il miglioramento ai pagamenti alle comunità che conservano il bosco, ai programmi di ripristino e alla prima concessione forestale comunitaria del paese. Un'indagine a Mapiripán ha inoltre portato a 17 arresti per una presunta rete legata a occupazione illegale, disboscamento e allevamento estensivo.
Il contrasto tra la stabilità della perdita amazzonica e la diminuzione nei parchi indica che gli strumenti di conservazione possono funzionare, ma non bastano a eliminare la redditività dell'occupazione illegale. La legge sulla tracciabilità bovina approvata durante la presidenza di Gustavo Petro vuole escludere dalle filiere carne legata alla deforestazione. L'efficacia dipenderà dall'identificazione di animali e aziende, dallo scambio dei dati, dal controllo degli spostamenti e da conseguenze quando l'origine non è dimostrabile.
I dati diventano ora la base per il governo entrante di Abelardo de la Espriella, che ha annunciato una revisione delle politiche ambientali e l'espansione di petrolio e miniere. I prossimi passi verificabili saranno mantenere il monitoraggio pubblico, concentrare il controllo giudiziario e territoriale sui dieci nuclei e dimostrare che incentivi comunitari e tracciabilità riducono la perdita reale. Restare sotto il 2021 conta; recuperare e mantenere il minimo del 2023 resta la sfida aperta.