Messico e Stati Uniti mobilitano oltre 9,45 miliardi di pesos per recuperare le infrastrutture che impediscono ai reflui di Tijuana di raggiungere il fiume, attraversare il confine e arrivare al Pacifico. Il dato è stato comunicato da Mónica Vega, direttrice di CESPT. Riunisce i due governi, NADBank, la Bassa California tramite CESPT e un’obbligazione verde; non è un unico esborso né prova di risanamento concluso.
L’arretrato è cresciuto mentre Tijuana e la costa si espandevano più rapidamente delle reti di raccolta, pompaggio e trattamento. Il guasto di un anello rilascia acqua non trattata e trasferisce gli effetti a comunità, spiagge ed ecosistemi di entrambi i paesi. Il risanamento richiede ridondanza, energia affidabile, manutenzione e coordinamento, oltre a nuovi impianti.
Il Verbale 328 della Commissione internazionale dei confini e delle acque ha stabilito azioni binazionali e include 16 opere messicane. Comprendono riabilitazione e ampliamento di PB1, collettori Oriente e Internacional, linea a gravità parallela, vecchio emissario in pressione, Los Laureles e l’impianto San Antonio de los Buenos. Il funzionamento comune conta più delle singole inaugurazioni.
San Antonio de los Buenos era quasi fuori servizio all’inizio dell’attuale amministrazione e, dopo la ricostruzione, tratta 800 litri al secondo. Avanzano anche i collettori Insurgentes e Carranza, gli intercettori Poniente e Oriente, il convogliamento dell’acqua trattata, le paratoie del Río Tijuana e la tubazione del canale PB1. Il Messico punta a completare le opere nel 2027.
Gli Stati Uniti si sono impegnati ad ampliare l’impianto internazionale di South Bay e raddoppiarne la capacità da 1.100 a 2.200 litri al secondo. L’equilibrio è decisivo: se il flusso supera pompaggio, trasporto o trattamento su un lato, l’eccesso emerge altrove. Prove di carico, qualità degli effluenti e prestazioni durante le piogge contano più della capacità nominale.
Un’altra fase comprende la linea Cañón del Sainz-Arturo Herrera, la stazione Los Laureles-El Matadero e alimentazione di riserva per PB1. Dopo il Verbale 328, il memorandum del 333 mira a continuità, possibile ampliamento di San Antonio e piano per l’intera costa. Il valore dipende dal tradurre gli investimenti in gestione e manutenzione finanziate nel tempo.
Gli indicatori decisivi saranno portata raccolta e trattata, ore di fermo, sversamenti transfrontalieri, qualità microbiologica e chimica, chiusure delle spiagge, odori ed esposizione. Dati in tempo reale e audit mostreranno se le opere riducono l’inquinamento anziché spostarlo. Il recupero sarà provato da anni di funzionamento continuo.