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La Pietra della Fame riemerge nel Danubio mentre la siccità porta le portate a minimi estremi

The so-called "Hunger Stone" is pictured in Decin, Czech Republic on August 29, 2018, by the low water level of the Elbe river. - Once an ominous harbinger of low water and hard times for rafters on the Elbe river, this summer a massive boulder known as the "Hunger stone" in the Czech city of Decin has warned of the record drought spanning much of Europe. (Photo by Michal CIZEK / AFP)

L’Ínség-szikla è riemersa a Budapest dopo mesi di scarse piogge e caldo. La modellazione IIASA indica luglio 2026 come l’episodio di portate minime più estremo dal 1990, con effetti su acqua, agricoltura, energia, navigazione ed ecosistemi.

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La formazione rocciosa Ínség-szikla, nota come Pietra della Fame, è riemersa nel Danubio a Budapest nell’agosto 2026. Normalmente sommersa, diventa visibile quando il livello scende nettamente. La sua comparsa è un segnale storico riconoscibile, ma la gravità della siccità si misura con serie di pioggia, umidità del suolo e portata, non con la pietra isolata.

La crisi è maturata mesi prima. Fra aprile e luglio gran parte del bacino ha ricevuto precipitazioni molto inferiori alla media 1990-2025, mentre diverse zone hanno registrato più giorni sopra 30 °C in giugno. Il caldo ha accelerato la perdita d’acqua dal terreno. Un febbraio relativamente piovoso non ha impedito il calo da marzo e l’estensione del deficit in primavera.

L’Istituto internazionale per l’analisi dei sistemi applicati ha seguito l’umidità dei primi 30 centimetri con il modello CWatM. A luglio vaste aree soffrivano una scarsità estrema; Austria, Repubblica Ceca e Ungheria erano fra le più colpite. Nell’intero bacino, il 2026 è stato il secondo anno più secco per umidità del suolo dall’inizio della serie nel 1990, dopo il 2003.

Il segnale idrologico è stato ancora più forte. Il modello ha collocato le portate minime di luglio 2026 al livello più estremo dal 1990, sotto perfino il 2003 nel Danubio e in molti affluenti. Immagini Sentinel-2 di agosto, separate da soli cinque giorni, hanno mostrato il ritiro dell’acqua. Misure delle stazioni e regole operative locali dovranno precisare ogni tratto.

Nel bacino vivono oltre 80 milioni di persone e dipendono dal fiume approvvigionamento urbano, irrigazione, industria, elettricità, trasporto merci e turismo. I bassi livelli hanno già causato problemi idrici ed energetici, interruzioni per carichi e crociere e perfino la chiusura di una centrale nucleare, secondo il bilancio citato. Il minore pescaggio riduce i carichi e aumenta i costi.

Gli ecosistemi subiscono una doppia pressione. Meno acqua riduce habitat e connettività, mentre l’acqua più calda trattiene meno ossigeno e stressa pesci e altri organismi. In agricoltura, la scarsa umidità superficiale danneggia radici e produttività. La competizione può crescere se ogni settore protegge la propria attività senza assegnazione coordinata nell’intero bacino.

IIASA prevede di aggiungere i dati di agosto in un aggiornamento a settembre. Fino ad allora la pietra è un avvertimento, non il bilancio finale. Portate, riserve, temperatura e ossigeno, limiti alla navigazione, energia e raccolti mostreranno la traiettoria; regole anticipate di ripartizione e minore domanda decideranno quanto la siccità fisica diventerà crisi sociale ed economica.