Il gruppo spagnolo Cox è stato scelto per realizzare la prima fase del dissalatore di Playas de Rosarito, in Bassa California, presentato dal governo messicano come il più grande impianto latinoamericano destinato al consumo umano. L'affidamento annunciato vale 304 milioni di dollari, circa 262 milioni di euro, con tre anni di lavori. Cox curerà ingegneria, apparecchiature e costruzione; l'effettiva immissione in rete dipenderà anche da condotte, stoccaggio, collaudi e collegamenti locali.
La prima fase avrà una capacità nominale di 2.200 litri al secondo, circa 190 milioni di litri al giorno. L'acqua servirà Playas de Rosarito e il sud-ovest di Tijuana, con quasi un milione di beneficiari stimati. Il progetto ufficiale comprende impianto di dissalazione e potabilizzazione, linea di adduzione e serbatoio. Nella configurazione finale annunciata la capacità potrebbe raddoppiare a 4.400 litri al secondo e avvicinarsi a due milioni di utenti.
L'impianto userà osmosi inversa: l'acqua marina attraversa sotto pressione membrane che separano sali e impurità. Il valore strategico è creare una fonte complementare al fiume Colorado, da cui dipende gran parte dell'approvvigionamento regionale e la cui disponibilità subisce pressione climatica e concorrenza tra usi. Dissalare non crea pioggia né ripristina le falde, ma può dare una portata urbana più prevedibile se infrastruttura e distribuzione funzionano equamente.
I dati economici richiedono cautela. Cinco Días attribuisce 304 milioni di dollari ai lavori Cox, mentre il registro federale Proyectos México stimava ad agosto 12,8614 miliardi di pesos per il primo modulo e i suoi componenti. Comunicazioni precedenti separavano anche fondi federali per l'impianto e opere statali di distribuzione. Le somme possono coprire contratti, reti, imposte e fasi diverse. Un bilancio consolidato con tappe di pagamento eviterebbe paragoni fuorvianti.
La sicurezza idrica va valutata insieme all'impronta ambientale. L'osmosi inversa consuma elettricità e produce una salamoia più concentrata dell'acqua iniziale. Posizione e progetto della presa marina possono danneggiare organismi, mentre uno scarico poco diluito altera il fondale. La valutazione dovrebbe pubblicare energia per metro cubo, fonte elettrica, mortalità alla presa, composizione della salamoia, prestazioni del diffusore e monitoraggio marino prima e durante l'esercizio.
Conta anche ciò che avviene fuori dall'impianto. Ridurre perdite, riusare acque trattate, proteggere falde e gestire la domanda costa spesso meno e deve procedere in parallelo. Tariffe e sussidi devono garantire il diritto all'acqua senza celare i costi futuri. Contratti e indicatori di qualità, interruzioni, energia e disponibilità reale dovrebbero essere periodici. Una grande capacità nominale non garantisce continuità nei quartieri con reti deboli né accesso alle famiglie vulnerabili.
Il progetto può trasformare la resilienza della costa della Bassa California se rispetta i tempi e unisce capacità e controlli verificabili. Le tappe decisive saranno avanzamento, raccordo delle opere statali, costo finale al metro cubo, prestazione energetica, conformità ambientale e quota di residenti con servizio continuo. Diversificare rispetto al Colorado è un vantaggio concreto; farne sicurezza durevole richiede governance trasparente, efficienza di rete e protezione marina.