Veicoli elettrici, rinnovabili, accumulo e reti aumentano la domanda di rame, litio, nichel, cobalto, grafite, terre rare e argento. Una colonna Reuters sostiene che l’infrastruttura diventa fonte: batterie, pannelli, pale e apparati formano una riserva industriale.
Le batterie hanno il ciclo più avanzato. Redwood Materials dichiara oltre il 95% di recupero per litio, nichel, cobalto e rame, più di 20 GWh trattati e 60.000 tonnellate prodotte. Sono dati aziendali, non del mercato mondiale.
L’IEA stima che il riciclo possa coprire il 20-30% della domanda globale di litio, nichel e cobalto nel 2050. In Europa, studi danno il 15% di litio, nichel e manganese e il 25% di cobalto nel 2030. Raccolta, design, regole e raffinazione saranno decisivi.
Nel solare, TNO ha mostrato silicio puro al 99,998%, argento al 99,7% e rese vicine al 97%. Ricercatori australiani recuperano quasi tutto l’argento. Rystad prevede che pannelli del 2020 forniscano fino al 21% dell’argento necessario nel 2035.
Le pale composite restano difficili, ma cemento e costruzioni offrono usi. Veolia sostituisce carbone, silice e calcare nei forni; REGEN Fiber produce rinforzi. Una pala da sette tonnellate può ridurre il carbone di cinque.
Trasformatori, sottostazioni e linee dismesse contengono rame, alluminio e acciaio raffinati. Programmi riportano i metalli in nuovi componenti. La modernizzazione rimuove vecchi apparati e aumenta la domanda.
Il riciclo non elimina l’estrazione: la domanda supererà a lungo i rifiuti disponibili. Diversifica l’offerta e riusa materiale estratto. Servono design smontabile, passaporti dei materiali, ritiro, contenuto riciclato ed energia pulita.