Il nord della provincia di Buenos Aires è in stato di allerta a causa delle proiezioni meteorologiche che anticipano l'arrivo di un "Super Niño". Il sindaco di Zárate, Lisandro Matzkin, ha avvertito di una possibile piena storica del fiume Paraná, con livelli che non si registravano da più di 30 anni. Il comune sta già lavorando a un piano di prevenzione insieme alle forze di sicurezza e armate per coordinare le operazioni di assistenza ed evacuazione[reference:70].
Esperti come Rodrigo Rodríguez Tornquist sottolineano che questo episodio è più pronunciato di quelli del 1997 o del 2015, assomigliando solo a quello del 1877-1878. Mentre un'anomalia tradizionale di El Niño oscilla tra 2 e 3 gradi sopra la norma, i modelli attuali riportano zone con anomalie tra 5 e 7 gradi, uno scenario definito "travolgente" e "sfidante"[reference:71].
Sebbene più di 30 modelli confermino il fenomeno, non è ancora chiaro dove colpirà con maggiore intensità. L'ingegnere delle risorse idriche Hugo Rorman ha spiegato che solo entro luglio o agosto si avrà una definizione su quali zone subiranno le piogge più intense: la pampa umida, il litorale argentino o i bacini in Brasile e Paraguay. Nonostante l'incertezza, le statistiche sono chiare: il 90% di questi fenomeni porta a forti precipitazioni o piene straordinarie del Paraná[reference:72].
La NOAA ha avvertito che El Niño potrebbe diventare uno degli eventi più intensi mai registrati. La probabilità che raggiunga la categoria "molto forte" è aumentata dal 63% all'81% per il periodo ottobre-dicembre. Questo fenomeno è caratterizzato da un aumento delle temperature nel Pacifico equatoriale, che deve superare la media di 0,5°C per diversi mesi[reference:73].
Storicamente, gli eventi forti di El Niño aumentano le precipitazioni nel bacino del Río de la Plata. Le province più colpite potrebbero essere Entre Ríos, Santa Fe, l'est di Córdoba e il nord di Buenos Aires, oltre a Uruguay, Paraguay e sud del Brasile. Le piogge si manifesterebbero sotto forma di temporali intensi e piene dei fiumi durante la primavera e l'estate[reference:74]. Si stima che il picco dell'impatto si farà sentire tra ottobre e febbraio, costringendo a rivedere sistemi di drenaggio, canali e stazioni di pompaggio[reference:75].
Il fenomeno comporterebbe anche rischi come inondazioni urbane e rurali, complicazioni logistiche e perdite produttive. I precedenti mostrano che lo stesso episodio può avere effetti positivi in alcune regioni agricole e danni significativi in altre, soprattutto nella regione della pampa[reference:76]. Uno dei maggiori rischi è l'impatto sui bacini dei fiumi Paraná e Uruguay, dove le piogge nel sud del Brasile potrebbero aumentare le portate e provocare piene stagionali fino a marzo o aprile, anche dopo che El Niño avrà iniziato a indebolirsi[reference:77].
La NOAA ha anche avvertito che questo episodio si sviluppa in un contesto di temperature oceaniche da record, che potrebbero intensificare fenomeni estremi come ondate di calore e tempeste violente[reference:78]. Il "Super Niño" 2026 rappresenta una sfida storica per la regione. La raccomandazione degli esperti è chiara: non paralizzarsi per la paura, ma prepararsi con misure di prevenzione e coordinamento interistituzionale[reference:79].