L'espansione solare apre una seconda transizione: gestire gli impianti a fine produzione. Uno studio internazionale riferito dal Times of India prevede 297–402 milioni di tonnellate cumulative di rifiuti entro il 2060. La forbice riflette scenari di installazione, durata e ritiro e non è un volume inevitabile.
I moduli funzionano in genere 25–30 anni. Dopo due decenni di crescita, la prima grande ondata arriverà dopo il 2040; i paesi a reddito medio, soprattutto la Cina, produrranno gran parte del flusso. Aspettare il picco lascerebbe poco tempo per autorizzare impianti, creare logistica e formare lavoratori.
Un pannello contiene molto vetro e alluminio, oltre a silicio, argento, rame e tellurio preziosi. Può includere piombo o cadmio da trattare in sicurezza. I processi di base recuperano telai e vetro ma perdono materiali puri; le tecnologie avanzate richiedono investimenti, scala e controlli ambientali.
Il gruppo di Cina, Australia e Svezia ha modellato 1.708 combinazioni in 32 regioni, confrontando impianti locali, prezzi, commercio e sussidi. I risultati favoriscono soluzioni regionali e cooperazione internazionale perché distanza, composizione, energia e capacità industriale cambiano i costi reali.
In condizioni favorevoli, il valore recuperabile potrebbe sfiorare mille miliardi di dollari ed evitare miliardi di tonnellate di CO2 equivalente. Sono potenziali modellati, non ricavi garantiti: dipendono da raccolta, rese tecniche, prezzi, energia e compratori dei materiali secondari.
L'opzione globale più economica non è sempre la più equa. Spedire rifiuti verso impianti efficienti può concentrare i guadagni nelle economie ricche e lasciare altrove oneri o divari tecnologici. Lo studio propone sussidi decrescenti: sostegno iniziale e ritiro graduale raggiunta la redditività.
La politica deve precedere l'ondata con responsabilità del produttore, tracciabilità, riparazione e riuso, divieti di abbandono e progettazione smontabile. Il successo si misurerà con raccolta reale, purezza e destinazione dei materiali, emissioni evitate, sicurezza e distribuzione regionale del valore, non solo tonnellate conferite.