Rappresentanti di Ecuador, Messico, Panama, Repubblica Dominicana, Colombia e Argentina hanno portato denunce sulle miniere canadesi alla Commissione interamericana per i diritti umani. L'udienza del 27 ottobre a Panama ha esaminato gli obblighi del Canada senza giudicare ogni accusa.
I testimoni hanno descritto acqua contaminata, deforestazione, redditi perduti e minacce a ecosistemi per milioni di persone. Quattro hanno denunciato attacchi o minacce ai difensori: fatti da indagare, non conclusioni giudiziarie contro ogni impresa.
L'allevatore indigeno Marco Manobanda ha collegato El Domo a perdita forestale e acqua inquinata. Silvercorp Metals e Salazar Resources non hanno risposto prima della pubblicazione; ha denunciato anche militarizzazione, molestie e procedimenti.
La colombiana Mayerly Lopez ha riferito minacce contro chi difende il páramo di Santurbán, fonte d'acqua per due milioni di persone, nel conflitto sul progetto Soto Norte di Aris Mining. Anche l'impresa non aveva risposto.
L'udienza segue la chiusura dell'ombudsman CORE e il passaggio al Punto di contatto OCSE. I critici dicono che non può imporre documenti o accertare fatti; solo tre dei 33 casi dal 2000 hanno prodotto accordi formali.
La via legale è limitata. La CIDH indaga e formula raccomandazioni non vincolanti. Il Canada non ha ratificato la Convenzione americana, quindi non può essere inviato alla Corte interamericana per rimedi obbligatori in questa vicenda.
I testimoni chiedono diligenza obbligatoria, controllo indipendente, rimedi e condizioni a credito, assicurazioni e sostegno export. Il test sarà nelle raccomandazioni e nelle regole canadesi, oltre a protezione e dati pubblici sull'acqua.