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Il peggiore incendio dei Cairngorms lascia danni che richiederanno decenni

Dopo dodici giorni, foreste e brughiere del parco nazionale scozzese bruciavano ancora. Tre elicotteri scaricavano circa 750.000 litri al giorno e oltre 75 vigili del fuoco restavano mobilitati, mentre per pineta caledoniana e fauna inizia un lungo recupero.

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Dodici giorni dopo l'inizio di un incendio enorme nel Parco nazionale dei Cairngorms, in Scozia, vaste aree di foresta e brughiera bruciavano ancora, con terreno annerito e colonne di fumo. Le autorità lo hanno descritto come il peggiore incendio registrato nel parco e hanno avvertito che spegnere tutti i focolai può richiedere settimane o mesi.

Le fiamme hanno raggiunto parti della pineta caledoniana, habitat raro con pini silvestri di circa 300 anni. Fasce tagliafuoco aperte d'urgenza dai bulldozer hanno protetto gran parte dei boschi più antichi, ma le zone bruciate avranno bisogno di decenni per recuperare struttura, suoli e comunità biologiche, se le condizioni lo permetteranno.

L'impatto va oltre gli alberi. Cervi e animali grandi hanno avuto più possibilità di fuggire, mentre piccoli mammiferi, lucertole, insetti e uccelli che nidificano a terra sono stati esposti a fuoco e fumo. La loro perdita altera cibo, impollinazione, decomposizione e riproduzione vegetale; il ritorno del verde non basta a misurare il recupero.

La causa non è stata determinata. Il parco ha vietato in aprile falò e barbecue estivi per ridurre le fonti di innesco, e la maggior parte degli incendi britannici ha origine umana, dalle sigarette al vetro abbandonato. Questa statistica generale non attribuisce il caso prima della fine dell'indagine.

Il fuoco ha mostrato anche la difficoltà d'intervento su montagne ripide e foreste poco accessibili. Nethy Bridge è stata evacuata dopo che forti venti hanno ravvivato un incendio considerato contenuto; i residenti sono tornati, ma la sequenza dimostra che un miglioramento temporaneo non è controllo definitivo.

Tre elicotteri privati scaricavano circa 750.000 litri d'acqua al giorno e oltre 75 vigili del fuoco erano ancora sul posto. Pioggia e vento debole hanno rallentato la diffusione senza spegnere i combustibili profondi. Il governo britannico ha offerto sostegno militare ma non disponeva degli elicotteri specialistici richiesti dalla Scozia.

L'emergenza ha aperto il dibattito sulla capacità permanente: Verdi scozzesi e residenti chiedono mezzi aerei pubblici pronti per la stagione, invece di operatori privati. Dopo lo spegnimento servirà mappare la gravità, proteggere i suoli, monitorare rigenerazione e specie sensibili e rivedere prevenzione, rilevamento precoce e risposta aerea prima del prossimo periodo secco.